La tela mostra gli effetti della realtà progressista sull’uomo, nonché la desolazione verso il deserto di relazioni umane che ci circonda e che accettiamo tacitamente come rassegnazione estrema.
Nell’indifferenza di una società contemporanea sempre più individualista l’arte di Francesca Candito pone l’urgenza di una riflessione interiore come una voce che si solleva al di sopra della solitudine urbana.
Attestazione visiva e documento di questa analisi introspettiva è il dipinto “Solitudine metropolitana” che denota un’esigenza di comunicazione interpersonale in un contesto via via più frenetico.
La tela, dominata da un madido scenario monocromo sui toni del giallo, mostra gli effetti devastanti della realtà progressista sull’uomo, nonché la desolazione verso il deserto di relazioni umane che ci circonda e che accettiamo tacitamente come rassegnazione estrema.
L’opera sottolinea, peraltro, anche il dramma dell’impotenza e l’angoscia di risoluzione dell’autrice di fronte a questo problema dilagante, affermando che “oggi della solitudine se ne parla poco ma se ne sente tanta”.
Sabina Falzone
Critica d'arte