L'opera riassume un pensiero profondamente radicato nell'autore e assorbito e interpretato dalla lettura delle opere di Henri Bergson e P. Teilhard de Chardin. Ovvero i concetti della evoluzione creatrice, in cui la materia non è solamente il vestito dell'anima, la crosta decadente e tentatrice di cui liberarsi, bensì una tappa della creazione totale, una entità creata dalla divinità e dotata della più piena libertà, ma con un solo limite, invalicabile: non poter rinnegare le proprie origini di creatura. Questa creatura è libera ma, per natura, percepisce l'amore del suo creatore, che diventa per lei attrazione e stimolo al divenire in meglio. In pratica l'evoluzione della materia si invera nella attrazione verso Dio, e ciò si traduce nella manifestazione dell'essere umano che, alla fine del percorso di amore transustanzia in Spirito creato. Il quadro riproduce lo scenario dell'Universo in fiamme, l'avvento dell'uomo e la sua ascesa verso l'esperienza totalizzante dell'eternità per effetto dell'amore di Dio.